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COSA PENSANO I PRODUTTORI ITALIANI DI VINI PREGIATI DELLE CRIPTOVALUTE E DEGLI ASSET DIGITALI: UN’INDAGINE

Jun 25, 2021

L’Italian Wine Crypto Bank, l’unica banca del vino basata su blockchain e criptovalute, ha annunciato oggi che sta conducendo un’indagine sul sentiment delle aziende vinicole italiane (fine wine) nei confronti delle criptovalute e degli asset digitali. “Dopo mesi in cui abbiamo avuto a che fare con decine di primarie cantine italiane abbiamo pensato che sarebbe stato molto utile per l’intero comparto valutare in modo scientifico l’atteggiamento del settore”, afferma Davide Casalin, IWCB – Wineries Relationship Manager. E aggiunge: “Circa il 70% delle aziende vinicole con cui abbiamo parlato ha un atteggiamento positivo nei confronti delle criptovalute e degli asset digitali: sono consapevoli di essere qui per restare, nonostante gli alti e bassi delle più famose, perché  qualsiasi attività, non solo le cantine, dovranno confrontarvisi in futuro”. Per questo, infatti, alcune aziende molto prestigiose hanno deciso di aderire all’IWCB tra cui Banfi, Baracchi, Casa E. Di Mirafiore, Cortese Giuseppe, Elena Fucci, Fontanafredda, Macchie Santa Maria, Mazzei, Planeta, Castello di Querceto, Sordo, Tenuta Impostino, Il Carnasciale, Castello di Perno, Incontri, Macondo, Arnaldo Caprai, Giuseppe Negro e Tasca d’Almerita.

Certo, ci sono anche alcune cantine, spesso piccole, produttrici di ottimi vini che hanno ancora delle riserve, basate spesso su pregiudizi e disinformazione. “È un paradosso, perché queste cantine, proprio perché hanno piccole produzioni rare, potrebbero ricevere enormi benefici commercializzando i loro vini a nuovi segmenti di mercato come gli utenti di criptovalute e digital asset in tutto il mondo”, conclude Casalin. L’indagine si svolgerà nel mese di luglio.

 

 

Solo le cantine invitate possono diventare Partner IWCB, gratuitamente e senza rischi. Per maggiori informazioni contattare:

Davide Casalin, Email: [email protected]